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Sulla flessibilità...

Oggi ho ricominciato a lavorare dove avevo lavorato prima dell'estate: contratto simile ma un pochino più lungo. Poi forse - chissà - si profilerà un contratto "serio", ossia a tempo indeterminato. Con il contratto "in somministrazione" (o intestinale, come dice il papà del mio fidanzato) mi sento ancora i sogni dentro però mi fa rabbia che non ci siano contributi,garanzie,certezze per costruire il futuro...eppure con il contratto indeterminato i sogni non li coltivo più...soprattutto quello di trovare il lavoro a cui desiderare di essere legata a vita... Bisogna accontentarsi,rifiutare la realtà o drogarsi per farsela piacere modificandola con gli occhi della mente?

Pubblicato il 20/9/2005 alle 18.12 nella rubrica Diario.

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